ASSEMBLEA ISCRITTI 2026. OBIETTIVI RAGGIUNTI E NUOVE SFIDE NEL BILANCIO DELLA CONSIGLIATURA

ASSEMBLEA ISCRITTI 2026. OBIETTIVI RAGGIUNTI E NUOVE SFIDE NEL BILANCIO DELLA CONSIGLIATURA

 

Bilanci, doverosi ringraziamenti, analisi del presente e proiezioni per il futuro relativamente ai grandi temi, alla professione e alla nostra realtà territoriale, hanno dominato l’ultima Assemblea degli iscritti della Consigliatura 2022-2026 dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Lecce, il 9 aprile, negli spazi dell’Hotel Leone di Messapia.

A poco più di due mesi dal voto per il rinnovo del Consiglio, la consueta, ampia, relazione del presidente Francesco Micelli sull’attività svolta e gli obiettivi raggiunti, ha delineato lo scenario nazionale e passato in rassegna le questioni strategiche per la professione e il territorio.

Quanto al primo punto, ha messo in evidenza come l’ingegneria italiana si trovi in una fase di trasformazione strutturale che interessa formazione, esercizio della professione, quadro normativo e contesto tecnologico. Il cambiamento, non congiunturale ma permanente, produce ricadute dirette anche a livello territoriale, con effetti significativi nel Mezzogiorno.

Il ruolo dell’ingegnere si configura sempre più come presidio di sicurezza collettiva e fattore chiave dello sviluppo sostenibile. In questo quadro, gli Ordini professionali continuano a rappresentare uno snodo istituzionale centrale, mentre il Consiglio Nazionale degli Ingegneri svolge un ruolo di interlocuzione con il legislatore sui principali dossier normativi.

Stabile il numero degli iscritti, ma emergono criticità: rallentamento della crescita, invecchiamento della base professionale e riduzione del ricambio generazionale, accentuate nel Sud da un mercato meno dinamico.

Anche il sistema formativo mostra squilibri, con un calo delle iscrizioni in ingegneria civile e ambientale a fronte di un patrimonio edilizio e infrastrutturale obsoleto. La diffusione delle università telematiche amplia l’accesso ma impone un rafforzamento dei controlli sulla qualità della formazione.

Il dibattito sulla riforma delle professioni riporta al centro il tema della responsabilità tecnica, chiamata a bilanciare apertura del mercato e tutela della sicurezza.

Tra le sfide territoriali, spicca l’erosione costiera, che in Puglia coinvolge oltre metà delle coste sabbiose e nel Salento assume caratteri strutturali, con effetti ambientali ed economici rilevanti, in particolare per il turismo balneare e il mercato immobiliare. L’ingegneria è chiamata a superare la logica delle opere rigide, adottando soluzioni integrate, con interventi flessibili, sito‑specifici, capaci di adattarsi all’evoluzione del sistema e agli scenari climatici futuri.

Sul fronte energetico, la crisi internazionale ha messo in luce l’assenza di un piano nazionale organico. Nel Sud, nonostante l’elevato potenziale rinnovabile, i benefici locali restano limitati. Gli ingegneri possono svolgere un ruolo chiave nella pianificazione, nella progettazione di sistemi energetici distribuiti, come le comunità energetiche, ma più in generale nella costruzione di una politica energetica “fondata su dati, analisi e visione sistemica, capace di superare logiche emergenziali e interessi di breve periodo”.

Un passaggio della relazione è stato poi dedicato all’intelligenza artificiale, che è ormai un’infrastruttura trasversale: migliora progettazione, monitoraggio e sicurezza, ma apre interrogativi etici e deontologici sulla responsabilità delle decisioni algoritmiche. Il ruolo dell’ingegnere evolve verso quello di garante critico dell’affidabilità e della sicurezza dei sistemi intelligenti.

Focus, infine, sulla riforma del Testo Unico dell’Edilizia, che accentua il ricorso all’asseverazione, semplificando e favorendo tempi rapidi, ma anche l’esposizione dei professionisti, garanti di correttezza, sicurezza e conformità degli interventi, su cui però verrebbe a essere scaricato “un peso eccessivo, in un sistema che da un lato riduce i controlli pubblici – ha sottolineato con preoccupazione il presidente – ma dall’altro non sempre offre adeguati strumenti di protezione giuridica e operativa”. È imprescindibile, quindi, che la riforma preveda specifiche e solide tutele della responsabilità professionale.

Dai temi politici, al resoconto di eventi, incontri di studio, corsi organizzati dall’Ordine di Lecce o di cui è stato partner, anche grazie alla presenza di rappresentanti del nostro Consiglio all’interno di diverse articolazioni del C.N.I.:  lo stesso presidente Francesco Micelli nel gruppo di lavoro sulla Formazione universitaria, il vicepresidente Nicola Fiore nel Comitato Italiano Ingegneria dell’Informazione C3i, il segretario Lorenzo Conversano nel Centro Studi Fondazione CNI, il consigliere Raffaele Dell’Anna nel gruppo di lavoro sulla Rigenerazione urbana e il consigliere Paolo Stefanelli nel gruppo di lavoro sulla nuova Legge Bolkenstein.

Sempre presente il ricordo del compianto vicepresidente Marco Pisanello, con la Borsa di Studio in sua memoria assegnata a tre brillanti giovani ingegneri e con l’intitolazione della Sala riunioni e dell’ing. Gennaro D’Amanzo, punta di diamante della squadra di calcio dell’Ordine, alla cui memoria sarà dedicata una giornata di studi.

Note dolenti, ancora una volta, il persistere della cultura del “ribasso”, da estirpare a tutela della dignità della professione e il richiamo al rispetto degli obblighi sugli oneri formativi e sul pagamento della quota, quest’anno la percentuale dei morosi è pari al 18%.

Approvati all’unanimità, dopo le relazioni della consigliera tesoriera Serena Carrisi, il Rendiconto Consuntivo 2025, che ha evidenziato una solida stabilità e un’amministrazione improntata al rigore e alla trasparenza, e il Bilancio di previsione 2026. Obiettivi prioritari saranno: innovazione e transizione digitale, con azioni a sostegno dell’adozione di soluzioni e incentivi ad acquisire competenze coerenti con la trasformazione in atto; valorizzazione della professione; potenziamento dell’offerta di percorsi di formazione e aggiornamento professionale; rafforzamento della cultura tecnico-scientifica con iniziative di sensibilizzazione. È stata mantenuta la quota associativa a 120 euro, ai livelli pre-pandemia, anche per il 2026.

Avviato, infine, il dibattito in assemblea sulla ricerca e individuazione di una sede per l’Ordine, in considerazione della prossima scadenza, entro la fine del mese di giugno 2027, del contratto di locazione non più rinnovabile relativo all’attuale sede di viale De Pietro. Il fine è individuare una soluzione logistica adeguata agli standard operativi dell’Ordine. Se ne discuterà in una successiva assemblea con gli iscritti, da tenersi presumibilmente dopo l’estate, per la valutazione delle diverse proposte sul tappeto.

Torna su